Gibellina, Lucia Veronesi racconta il paesaggio con arte, memoria e natura

Redazione Prima Pagina Belice

 Una restituzione artistica con tre interventi: un’opera in tessuto realizzata insieme alle ricamatrici di Gibellina del laboratorio “Artensis”, la frase “Qui prima non c’era il nulla” realizzata con lettere da 80 cm ciascuna in pietra gialla di Sabucina e lunga 22 metri e poi il bosco con alberi caratteristici del paesaggio agrario del Mediterraneo: gelsi, carrubi e mandorli. Sono questi gli elementi della residenza artistica che Lucia Veronesi ha concluso a Gibellina, presentando le opere nell’ambito di Gibellina Capitale dell’arte contemporanea.

La presentazione è avvenuta a palazzo Di Lorenzo, immobile sul quale recentemente il Comune è intervenuto per ristrutturarlo. Il progetto di Lucia Veronesi, a cura di Cristina Costanzo, si è ispirato alla teoria dell’intervento minimo di Lucius Burckhardt e Bernard Lassus e agli studi sul giardino mediterraneo di Giuseppe Barbera. “Qui prima non c’era il nulla” invita a interrogarsi sulle questioni ecologiche ancora irrisolte e si fonda sull’interesse dell’artista per la dialettica tra arte, paesaggio e memoria, nella prospettiva di quell’intervento minimo, sempre reversibile, attento alla percezione e basato sulla lettura dell’esistente.

Infine, una particolarità: l’opera in tessuto esposta al primo piano di palazzo Di Lorenzo scaturisce dall’osservazione delle specie botaniche belicine, classificate nell’Erbario dell’Orto Botanico di Palermo.

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