L'on. Bica (FdI) presenta il DDL sulla promozione della lettura in Sicilia
La lettura come infrastruttura immateriale della società della conoscenza, le biblioteche di prossimità trasformate in centri di welfare culturale, un piano triennale di azioni approvato insieme alla legge di stabilità regionale, i Patti per la Lettura, i fondi per i comuni “Città che legge”, il sostegno ai festival letterari e alle iniziative per la promozione della lettura nei primi tre anni di vita: sono i cardini del disegno di legge illustrato oggi all’Assemblea Regionale Siciliana dal deputato Giuseppe Bica (Fratelli d’Italia), al Salone Internazionale del Libro di Torino, nello spazio Sicilia, durante il talk dedicato alla promozione della lettura in Sicilia.
La proposta nasce dal confronto avviato lo scorso anno a Torino. «Ci eravamo impegnati a tradurre in norma le indicazioni emerse dai tavoli di lavoro. Oggi facciamo una verifica e auspichiamo che il prossimo anno queste norme siano già approvate», ha ricordato Bica.
Il provvedimento si sviluppa lungo due direttrici. La prima riconosce la lettura come strumento fondamentale per la diffusione della cultura e come infrastruttura immateriale capace di incidere sugli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES). Particolare attenzione è dedicata alla prima infanzia, con il sostegno a progetti rivolti ai bambini nei primi tre anni di vita e alle loro famiglie.
La seconda direttrice valorizza le biblioteche, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, restituendo loro il ruolo di luoghi aperti, accessibili e inclusivi, veri centri di aggregazione culturale.
Sul piano operativo, il disegno di legge prevede un piano triennale di interventi, approvato insieme alla legge di stabilità regionale, per garantire programmazione e risorse certe. È previsto inoltre il rafforzamento dei Patti per la Lettura, con il coinvolgimento di scuole, associazioni e terzo settore, oltre al sostegno ai festival e alle manifestazioni culturali legate al libro, anche come strumenti di sviluppo territoriale e attrattività turistica.
Particolare rilievo viene dato alle biblioteche dei piccoli comuni e delle aree interne, considerate presìdi contro lo spopolamento culturale e sociale. Il testo apre anche alla possibilità di patti di collaborazione con enti del terzo settore e volontariato civico. È inoltre prevista l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato, per superare gli interventi episodici e garantire continuità alle politiche culturali.
«Le risorse iniziali – ha spiegato Bica – rappresentano un primo passo, una misura di premialità per incentivare i Comuni. L’obiettivo è trasformarle in una struttura economico-finanziaria stabile».
Nel suo intervento, il deputato ha citato un’esperienza concreta: una piccola biblioteca diventata punto di incontro per la comunità. «Un luogo vivo, dove ci si ritrova anche per attività ludiche e sociali. Alcune persone si incontrano per lavorare all’uncinetto, altre leggono ad alta voce. È un esempio di come una biblioteca possa diventare una vera piazza del sapere».
L’obiettivo condiviso al Salone è arrivare nei prossimi mesi a una sintesi delle proposte in discussione all’ARS e presentare il prossimo anno un testo definitivo, chiaro e operativo.
In chiusura, Bica ha ringraziato il Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali della provincia di Trapani, il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, la rete dei festival letterari della provincia di Trapani e la rete bibliotecaria Bibliotp, «il cui lavoro quotidiano rende possibile la cura e la valorizzazione del patrimonio culturale e rappresenta un interlocutore essenziale per ogni politica sulla lettura».