Gibellina toglie il cemento e fa rinascere il lago con 120 piante sulla sponda

Il lago di Ungers rinasce grazie al progetto del gruppo Stalker. Il 23 ottobre sarà piantato un piccolo bosco

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
03 Ottobre 2026 17:15
Gibellina toglie il cemento e fa rinascere il lago con 120 piante sulla sponda

Centoventi cespugli di erbe aromatiche (rosmarino, erica, santolina, timo, camedrio, cassia) piantate lungo il bordo del lago, grazie all’impegno dei bambini dell’istituto comprensivo di Gibellina e degli adulti della città che hanno partecipato alle assemblee del lago e con la consulenza dell’agronomo Leonardo Scuderi. E poi ancora due rampe d’accesso per consentire a chiunque – anche ai diversamente abili – di poter passeggiare intorno al lago artificiale, da oggi indicato come ecosistema naturale della città.

Così si è tenuto il primo momento di restituzione della residenza artistica del gruppo Stalker (Lorenzo Romito e Giulia Fiocca) che per mesi hanno seguito la riqualificazione del lago nato per raccogliere le acque piovane, originariamente all'interno del piano urbanistico dell'architetto Oswald Mathias Ungers e rimasto sempre un’opera “estranea” ai gibellinesi. Mai completato così come avrebbe voluto Ungers, la natura se ne è appropriata e oggi il gruppo Stalker (che dal 1995 studia le aree di margine in Italia) lo ha trasformato in un ecosistema naturale oggetto di rigenerazione civica.

Un «intervento minimo» lo ha definito il gruppo Stalker con la loro residenza inserita all’interno del programma di Gibellina Capitale dell’arte contemporanea. A partire dal togliere cemento (il primo intervento in Sicilia di decementificazione di un sito pubblico per collocare piante e verde) sulla sponda del bacino dove si trovano piantati alcuni alberi di carrubo.

ORA SI GUARDA AL PICCOLO BOSCO – Ora si guarda a una seconda fase del progetto di rigenerazione, ossia quello che interessa la collina tra il lago e la chiesa di San Giuseppe, attualmente incolta. Il prossimo 23 ottobre, proprio lì, saranno piantati gli alberi per ricreare un piccolo bosco di querce e cespugli, con l’obiettivo di realizzare un sentiero pedonale. «Si tratta di un ecosistema naturale dove trovano accoglienza specie di uccelli migratori ma anche stanziali – spiega Giulia Fiocca – una zona che i gibellinesi devono tornare a far vivere». Intanto tra gli alberi piantati a seguito della decementificazione, lungo via Empedocle, sono state già collocate 10 panchine recuperate nei magazzini del cimitero, con vista verso il lago.

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