Salìber Fest 2026, a Salemi quattro giorni di libri e impegno civile

"Resistenze" è il tema della sesta edizione

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
21 Luglio 2026 09:11
Salìber Fest 2026, a Salemi quattro giorni di libri e impegno civile

C'è una parola che oggi attraversa la cronaca, la storia e la letteratura più di ogni altra: resistenza. È da questa convinzione che prende forma la sesta edizione del Salìber Fest – Festival del Libro della città di Salemi, in programma dal 23 al 26 luglio nel centro storico della città, con un fuori festival previsto il 4 settembre.

Un'edizione che sceglie di interrogare il presente attraverso libri, teatro, cinema, arti visive e laboratori, restituendo alla cultura il suo ruolo di spazio critico, di confronto e di partecipazione civile. Organizzato dall'Associazione culturale Liber...i, con il contributo dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese e il patrocinio del Comune di Salemi, il festival conferma una vocazione costruita negli anni: fare della letteratura uno strumento per leggere il mondo, mettendo in dialogo grandi questioni internazionali e storie individuali, memoria storica e attualità.

Il titolo scelto, “Resistenze”, non guarda soltanto alla lotta partigiana, nell’anno dell'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana, ma si apre alle molte forme della resistenza contemporanea: quella del popolo ucraino e di quello palestinese, quella di chi attraversa il Mediterraneo in cerca di una vita diversa, quella delle comunità che abitano le aree interne, quella di chi continua a difendere dignità, diritti e memoria. Una scelta culturale e politica che attraversa l'intero programma del festival.

Con la direzione artistica di Filippo Triolo, il Salìber Fest continua così a costruire un modello di festival che mette al centro il libro senza rinunciare al dialogo con le altre arti. “Ma il Salìber è soprattutto un festival che interroga il presente, rivendica la natura politica nell’aiutare a comprendere il nostro tempo, prendere posizione e immaginare futuri diversi. Nel centenario dalla morte di Piero Gobetti, ricorda Triolo, “facciamo nostro il suo monito, restare politici nel tramonto della politica” Ad aprire il festival sarà la performance partecipativa Decoro Urbano, progetto di danza ideato da Emilia Guarino che invita i cittadini a riappropriarsi dello spazio pubblico attraverso il movimento.

Seguiranno gli incontri con Alaa Faraj, autore di Perché ero ragazzo, testimonianza della vicenda che lo ha visto ingiustamente condannato come presunto scafista, e con il fumettista Andrea Sestante, autore di Yekatit 12, graphic novel dedicata alla resistenza etiope contro l'occupazione fascista. La serata si concluderà con il collegamento con Simone Massi, tra i maggiori autori europei di cinema d'animazione, e la proiezione del suo lungometraggio Invelle.

La giornata del 24 luglio sarà dedicata anche ai linguaggi dell'arte e alla formazione, con laboratori di yoga poetico e legatoria creativa, mentre nel pomeriggio sarà inaugurata la mostra “Chernobyl. Storie oltre il disastro”, realizzata con le Giornate della Cultura Ucraina a Palermo. Attraverso fotografie, documenti e cinema, l'esposizione racconta la tragedia di Chernobyl e la resilienza del popolo ucraino, intrecciando la memoria del disastro nucleare con l'invasione russa del 2022.

Uno degli appuntamenti più attesi sarà la premiazione della seconda edizione del Premio Letterario Halyciae Under 27, dedicato quest'anno al tema del corpo. I cinque racconti finalisti saranno raccolti nell'antologia Il corpo, presentata nel corso del festival insieme agli autori provenienti da diverse regioni d'Italia. A seguire l'incontro con la scrittrice Vanessa Ambrosecchio, che presenterà il suo reportage narrativo Le Leonesse di Vergine Maria, dedicato alla Palermo del Sacco edilizio e alla resistenza civile di un quartiere contro degrado e potere mafioso.

Il 25 luglio il festival si aprirà alle famiglie con le letture del progetto Nati per Leggere, prima dell'incontro con la giornalista e saggista Paola Caridi, una delle più autorevoli studiose italiane del Medio Oriente, che regalerà al pubblico presente un’ Elegia per Gaza, riflessione sulla memoria delle vittime civili e sul dovere di sottrarle all'oblio.

A chiudere il festival, all'alba del 26 luglio, sarà La Verma, spettacolo di Rino Marino con la drammaturgia musicale dei Fratelli Mancuso, una rappresentazione intensa e visionaria che racconta la resistenza degli ultimi attraverso una potente lingua teatrale sospesa fra sacro, tragedia e grottesco. Il percorso proseguirà poi il 4 settembre con un appuntamento speciale dedicato alle aree interne e al diritto a restare, che vedrà dialogare l'antropologa Anna Rizzo, autrice de I paesi invisibili, e Carmelo Traina, fondatore del Patto per Restare.

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