Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea”, il discorso del Presidente del LLC Quinci

Redazione Prima Pagina Belice

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci in occasione dell’inaugurazione di “Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea”.

“Oggi è il giorno dell'inaugurazione ufficiale di un evento che trova il suo legittimo e meritato posto nella storia. Ma oggi è soprattutto l'affermazione, oserei dire, senza retorica, l'apoteosi di un'idea. E' la rappresentazione di un solco tracciato prima di tutto con l'anima. Prende forma e dichiara sostanza una traccia forte, spero indelebile, di umanesimo, di una visione quasi rivoluzionaria, in tempi bui, come quelli che stiamo attraversando. Una visione che dice che l'arte è terra, è territorio, che non c'è astrazione ed anche se c'è, è comunque legata ad una prospettiva.

La cultura, i percorsi culturali che si svilupperanno in questo anno dicono, gridano al mondo, che la bellezza non è una bella parola da usare in pomposi convegni, non è un vezzo elitario, dunque per pochi. Tutt'altro. Gibellina 2026 la consacra invece come elemento di crescita, come valore in un sistema di valori che non possono che legarsi a sentimenti di pace, di rispetto, di democrazia. A sentimenti di popolo. Qui ed ora c'è una comunità, senza confini, che si riconosce in un progetto di vita, che si oppone ai progetti di morte che ci opprimono e che ci condizionano quotidianamente.

Gibellina, noi tutti, ci stiamo assumendo una grande responsabilità. Da questo territorio spesso mortificato, additato, per errore, come esempio di fallimenti, d'indifferenza, nasce una smentita netta. I problemi ci sono e ci sono stati. La narrazione è ben conosciuta. Ma c'è anche stato un filo rosso che non si è mai spezzato e che siamo chiamati a celebrare, a difendere e rilanciare. Quel filo l'ha intrecciato e custodito Ludovico Corrao. La forza di Gibellina 2026 sta in questo filo robusto, ancora vivo e vitale.

Un filo che è Memoria. Perché ha superato le macerie di un terremoto che non ha soltanto devastato case e abitazioni, che non ha soltanto cancellato vite e famiglie, ma ha soprattutto colpito l'anima, quel che c'è di più profondo dell'identità umana. Memoria ed anche Storia. Gibellina 2026 è stata costruita nel tempo. La via tracciata ha fatto il suo corso. L'idea è caduta e si è rialzata. Le Opere si sono sedimentate nel tessuto connettivo di questo territorio e non solo. Hanno un valore simbolico che va difeso, che va conservato, con interventi concreti che attengono ad un progetto di governo della Valle del Belice.

Ma è la loro spiritualità a dover essere preservata ed indicata come espressione vera e reale di cambiamento. Dunque Memoria, Storia, e quindi presente, qui ed ora. Abbiamo una grande opportunità. Grande ma impegnativa perché richiede perseveranza, capacità di resilienza e di impermeabilità ad un modo di essere e di fare, che ci coinvolge, quello del tutto e subito. Quello dell'evento fine a se stesso. Pronti a mollare senza lasciare nessuna traccia. Pronti a lanciarci in una nuova occasione che sarà ancora una volta soltanto una opportunità inespressa.

Per andare oltre sarà invece necessario considerare Gibellina 2026 uno strumento e non un punto d'arrivo. Arte, bellezza, immaginazione artistica, liberano il pensiero, alimentano il sapere, superano steccati, vanno oltre le consuetudini ma hanno anche regole ferree. L'arte è competenza, è studio, è sacrificio. La bellezza si nutre di parametri estetici, a volte quasi matematici, l'immaginazione artistica è fatta d'improvvisazione ma l'improvvisazione non è superficialità. Ha un canovaccio di regole concettuali che consentono di liberare l'estro, il genio umano.

Aggiungo che arte, bellezza ed immaginazione sono semplici perché dirette, anche nella loro complessità. Sono trasparenti. Sono, dunque, e possono essere, alleate di una politica che vuole fare e non ostacolare, che vuole scrivere la storia ma senza paroloni. Gibellina 2026 c'impone di guardarci allo specchio, come cittadini, come amministratori, come società e comunità. Ci chiama a cambiare. I processi culturali andranno comunque avanti. Sta a noi decidere se parteciparvi o menoIl Libero Consorzio Comunale di Trapani ha messo a disposizione tutte le sue risorse possibili e non mi riferisco soltanto agli aspetti economici.

La collaborazione è stata ed andrà oltre l'etichetta istituzionale. Concludo con un auspicio, che spero possa diventare realtà. Quello di poter considerare l'evento Gibellina 2026 un non evento. Ma il primo capitolo di una nuova storia. Il programma di Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea ne sia l'atto fondativo, la riprova che il filo rosso continua la sua strada. La nostra strada”