Gibellina, l’artista Trudi Bloom torna in residenza per un progetto di rigenerazione attraverso l’arte

Laboratori con le scuole e la comunità il 17 e 18 ottobre. La restituzione pubblica è prevista il 7 novembre

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
12 Ottobre 2026 12:23
Gibellina, l’artista Trudi Bloom torna in residenza per un progetto di rigenerazione attraverso l’arte

La sua prima volta nella nuova Gibellina è stata nel 2021. Poi è tornata altre volte, ogni viaggio è stato come un tuffo dentro un mare capace di tenere insieme storia e rinascita. Ora Trudi Bloom, artista austriaca che vive tra Vienna e Palermo, è tornata a Gibellina per una nuova residenza nell’ambito di Gibellina Capitale dell’arte contemporanea. Il progetto si sviluppa come un dispositivo di ricerca processuale e relazionale incentrato sui concetti di rigenerazione eco - estetica, memoria collettiva dell’evento traumatico e analisi geopolitica delle risorse idriche.

La ricerca sul campo dell’artista si articola in una serie di tappe operative strutturate su due fine settimana chiave di ottobre. Il primo è stato quello appena trascorso, il secondo si terrà il prossimo week-end. Il programma prevede un forte coinvolgimento del tessuto sociale e delle istituzioni locali: l’artista guida il laboratorio didattico-creativo ed esperienziale “Raccolta Bloom” rivolto alle scuole primarie del territorio, oltre a sessioni di co-progettazione aperte ad associazioni e cittadini.

L’hub logistico dell’operazione e il centro di ascolto della comunità saranno ospitati all’interno dei saloni di Belìce Epicentro della memoria viva, spazio deputato a preservare e riattivare la memoria storica dell’area.

L’INDAGINE DI TRUDI BLOOM – L’indagine di Trudi Bloom si focalizza sulla decostruzione della ferita urbanistica e sociale post-sismica per tradurla in un vocabolario visivo e formale dove l’elemento naturale e la materia pittorica agiscono come vettori di guarigione collettiva. Al centro della riflessione teorica vi è inoltre il tema dell’acqua, inteso sia come urgenza ecologica trans-storica della Valle del Belìce, sia come metafora concettuale di flusso, transizione e mutamento energetico.

Al centro della speculazione teorica di Bloom, dunque, si colloca il concetto di cicatrice territoriale, esito formale e psicologico del trauma sismico. L’artista rifiuta qualsiasi operazione di estetizzazione o monumentalizzazione della rovina. Al contrario, adotta il medium pittorico e installativo come un vero e proprio agente di risarcimento visivo. L’assunto operativo è chiaro: laddove si esaurisce la frattura del tessuto urbanistico e sociale, si attiva il potenziale rigenerativo del segno.

Il gesto pittorico di Bloom agisce qui come forza plastica capace di risignificare lo spazio e ridefinire i confini tra memoria e contingenza.«DA QUESTO TERRITORIO ENERGIA PER MIA PRODUZIONE» - «È dalla natura di questo territorio che traggo lo spunto formale e l’energia per la mia produzione – spiega Trudi Bloom – il progetto intende esplorare la trasformazione della materia: la transizione dalla distruzione del manufatto abitativo alla genesi di nuove configurazioni estetiche. Gibellina si configura così non solo come territorio storicamente ferito, ma come un laboratorio attivo di rigenerazione culturale e guarigione condivisa».«L’ARTE CONTINUA A PRODURRE BENESSERE» - Quella di Trudi Bloom è l’ultima delle residenze di “Plenaria”, il progetto curato da Giuseppe Maiorana.

«Si conclude un ciclo che, partendo dalle storie a vista e dai racconti personali, interviene attraverso la pittura, che diventa un modo diverso di esperire l’arte e di comprendere la contemporaneità», spiega Maiorana. «L’arte continua a produrre benessere, anche per i più piccoli: non necessariamente per far comprendere l’arte contemporanea, ma per creare uno spazio di serenità. Attraverso questo percorso si può imparare ad apprezzare il territorio e tutto quello che lo circonda», conclude.WORKSHOP E RESTITUZIONE PUBBLICA – Sabato 17 e domenica 18 ottobre si terrà il secondo workshop con partecipazione gratuita ma prenotazione obbligatoria all’indirizzo belicepicentroets@gmail.com.

La restituzione pubblica finale prevista per il 7 novembre non si configura come una semplice esibizione di manufatti rari, ma si offre come la traccia visibile di un rituale di guarigione collettiva. Attraverso una complessa operazione di ecologia culturale, Trudi Bloom dimostra come la pittura contemporanea, se intesa come processo incarnato e relazionale, possieda la capacità politica di risarcire lo spazio, riconsegnando alla comunità di Gibellina una nuova, urgente cartografia del possibile.

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