Gibellina, le Orestiadi proseguono nel segno degli "Atti di resistenza contemporanea"

Tre serate tra la ricerca di Rezza, l'evoluzione con Paolini e il Cimbelino shakespeariano dei Cuticchio

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
20 Luglio 2026 12:17
Gibellina, le Orestiadi proseguono nel segno degli

La 45ª edizione delle Orestiadi, diretta da Alfio Scuderi, prosegue il suo percorso dedicato agli "Atti di resistenza contemporanea” con un intenso weekend di spettacoli, dal 24 al 26 luglio al Baglio di Stefano di Gibellina, che intrecciano teatro, narrazione, musica e tradizione. Sul palco si alterneranno alcuni tra i protagonisti più autorevoli della scena italiana, da Antonio Rezza e Flavia Mastrella a Marco Paolini, fino alla Compagnia Figli d'Arte Cuticchio, in un programma che mette in dialogo sperimentazione, memoria e impegno civile.

Si parte venerdì 24 luglio, ore 21.00, al Baglio di Stefano, con Metadietro di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Daniele Cavaioli (una produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello – Rezza Mastrella). L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano, racconta Antonio Rezza: “Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà. E vissero tutti relitti e portenti”.

Per Flavia Mastrella. tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. “Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e, nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudeltà tecnologica permea l’essente vivente. È la scomparsa dell’eroe”.

Ad anticipare lo spettacolo, alle ore 19,00 al Baglio Di Stefano reading LINA PROSA Futuro poetico siciliano (Cue Press, 2025) a cura di Giuseppe Cutino con Anton Giulio Pandolfo, Giuseppe Vilardi

e le musiche di Alessio Alessandra eseguite dal vivo.

Progetto drammaturgico dedicato a Ludovico Corrao, politico, giurista avvocato difensore di Franca Viola, la prima donna a opporsi alla pratica legale del matrimonio riparatore), ma anche fondatore e animatore delle Orestiadi di Gibellina, Futuro poetico siciliano, commissionato all'autrice dallo stesso Corrao alcuni mesi prima della sua tragica scomparsa nel 2011, trasforma le macerie di una Sicilia oltre la storia nella 'Fossa di Icaro', centro di gravità e di caduta di sognatori e avventurieri del 'volo'. Nel testo 'a venire', aperto a un ipotetico futuro poetico, trova posto un covo teatrale a strati, mediterraneo, che chiama in causa la Sicilia, isola drammaturgica per antonomasia.

Sabato 25 luglio (ore 19,30 - Baglio di Stefano), andrà in scenaFOOL MOON, restituzione scenica del laboratorio rivolto a minori non accompagnati di Claudia Puglisi, con Elena Pistillo e Virgilio Rattoballi e con Alieu Baldeh, Muhammed Ceesay, Muhammed Drammeh, Musa Gaye, Moussa Keita e le musiche Aighiv.

Nello spettacolo si scontrano, in chiave comica, due diversi modi di fare e pensare il teatro. Da una parte l’arte di strada, l’acrobatica, dall’altra la poesia dell’Orlando furioso e del viaggio di Astolfo sulla luna. L’assetto dello spettacolo classico viene simbolicamente distrutto da un gruppo di aspiranti attori, che immaginano uno spettacolo contemporaneo. Una riflessione su come sia cambiato, e sia destinato a cambiare, il rapporto del pubblico e degli artisti con il teatro, in relazione alla nostra epoca, e insieme un atto di resistenza contro lo smarrimento contemporaneo.

Il tema della follia viene rappresentato nella sua accezione più creativa e generatrice, come motore che dà l’avvio ad un viaggio verso l’impossibile. In scena, oltre ad un’attrice e un acrobata, cinque ragazzi provenienti dal Gambia e dalla Guinea che portano con sé l’energia propulsiva del cambiamento. Lo spettacolo è il momento finale di un percorso laboratoriale che fa parte del PROGETTO SAI 1855 di Campobello di Mazara e del PROGETTO SAI 1142 di Mazara del Vallo, promosso da un gruppo di associazioni il cui Ente Capofila è il Consorzio Hera.

A seguire, alle ore 21,00, sempre al Baglio di Stefano ANTENATI the grave party di e con Marco Paolini con le musiche di Fabio Barovero (produzione Michela Signori, Jolefil). Antenati è uno spettacolo legato al progetto La Fabbrica del Mondo, e ripercorre l’evoluzione della nostra specie. Attraverso l’incontro immaginato con i nonni dei nonni, con le 4.000 generazioni (di nonni) che ci collegano ai nostri progenitori comuni, quel piccolo nucleo africano da cui tutti gli abitanti del pianeta della nostra specie provengono. Alla parola è affidato il compito di far vedere questa stirpe di funamboli che ci ha preceduto e da cui abbiamo ereditato difetti e virtù.

L’oralità richiede immaginazione, leggerezza e ironia; l’epica chiede gesti, fatti memorabili ed emozione; il teatro richiede di credere a ciò che si ascolta sapendo che tutto è finzione. Oralità, epica, teatro e finzione li abbiamo inventati noi, cose inutili che ci piacciono. Nella finzione del teatro seguendo quelle tracce si ricostruiscono i fili dei legami che permettono di organizzare una stravagante riunione di famiglia: tutti i nonni della storia chiamati a dar consiglio sul futuro della nostra specie a rischio di estinzione per catastrofici mutamenti climatici di origine antropica.

I temi di fondo di Antenati sono l’evoluzione e l’ecologia, ma in chiave epico-comica, i fatti e i problemi del presente si legano ai problemi del passato, colli di bottiglia dell’evoluzione, difficoltà e pericoli attraversati dai nostri antenati in 200.000 anni. Antenati comincia narrando di atomi e batteri e prosegue descrivendo la migrazione continua di quei nonni poco più che trentenni, il loro arrivo in risposta all’invito e il loro comico e commovente tentativo di capire noi, internet e la catasta di meraviglie utili e inutili di cui ci circondiamo.

Il weekend si chiuderà, domenica 26 luglio (ore 21,00 - Baglio di Stefano) con il CIMBELINO della Compagnia Figli d’Arte Cuticchio da William Shakespeare. Drammaturgia e regia di Giacomo Cuticchio con Giacomo Cuticchio, Giuseppe Graffeo, Salvino Calatabiano, Tania Giordano, Elisa Puleo e le musiche di Giacomo Cuticchio eseguite da Giacomo Cuticchio Ensemble (produzione Associazione Figli d’Arte Cuticchio)

Lo spettacolo innesta nuove radici nella tradizione popolare del teatro dei pupi e mette in relazione tradizione e innovazione, lasciando alla creatività di Giacomo Cuticchio la responsabilità di percorrere a suo modo questa nuova avventura, difficile già di per sé, e ancora più difficile se si pensa alla novità dell’argomento rispetto alla tradizione dei pupi siciliani che incarnano le storie di Orlando e Carlo Magno, di Crociate e di epica cavalleresca. Giacomo ha compiuto un lavoro di riduzione del Cimbelino, mettendo in luce la trama essenziale, il gioco delle passioni, il carattere dei vari personaggi, disponendo in sintonia il teatro dei pupi con lo spirito del genio shakespeariano al fine di dare allo spettatore i colori accesi di quest’opera che, come tutti i lavori del drammaturgo inglese, si ispira alla vita, la interpreta e la rappresenta.

Un’attenzione particolare va alle musiche, inedite, composte dallo stesso Giacomo ed eseguite dal vivo da un quartetto d’archi.

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