Rapporto tra memoria individuale e patrimonio collettivo: a Gibellina residenza artistica con Iole Carollo

La residenza artistica si terrà presso il Museo Belìce Epicentro della memoria viva

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
26 Marzo 2026 12:40
Rapporto tra memoria individuale e patrimonio collettivo: a Gibellina residenza artistica con Iole Carollo

Quale è il rapporto tra memoria individuale (anche legata al terremoto 1968) e patrimonio collettivo? Quanto un oggetto – antico o moderno che sia – riesce a raccontare una storia, a trasmettere ricordi? Da questi interrogativi nasce “Storia a vista”, la residenza artistica che venerdì 27 marzo (ore 17-19) e sabato 28 marzo, ore 10-13 (e poi ancora un altro week-end di aprile) terrà nel Museo Belìce Epicentro della memoria viva (Cresm) di Gibellina (via Empedocle, 5A) l’artista palermitana Iole Carollo.

L’iniziativa inserita nel calendario di Gibellina Capitale, fa parte di “Plenaria, nuovi fermenti creativi per il futuro”, a cura di Giuseppe Maiorana. Iole Carollo mette insieme la fotografia e la scrittura: così, partendo dall'oggetto quotidiano come catalizzatore di ricordi e narrazioni, il workshop intende costruire un piccolo archivio condiviso - materializzato in una fanzine collettiva e in una mostra di restituzione - che renda tangibile il passaggio tra presenza e assenza, tra ciò che si conserva e ciò che si perde.

L’artista in questo percorso che svilupperà a Gibellina con gli abitanti che vorranno partecipare, porta con sé la sua professionalità di archeologa. L'approccio coniuga pratica e teoria: l'analisi di casi e archivi precedenti si affianca a esercizi di produzione, piegatura creativa delle immagini e scrittura collettiva. Con quale obiettivo? «Quello di favorire la produzione di narrazioni individuali trasformate in patrimonio collettivo», dice Iole Carollo. Come? «Ogni partecipante produrrà l'immagine di un oggetto significativo: due fotografie (contesto/decontestualizzato).

Poi le immagini, stampate, saranno piegate liberamente e poste in una scatola: saranno poi scambiate alla cieca e descritte. Le descrizioni e le riflessioni diventeranno parte integrante del percorso, confluendo in un menabò che conterrà le immagini piegate, le parole scritte e gli scatti scartati», spiega l’artista. Per Iole Carollo non è la prima volta a Gibellina. Già nel 2021, in collaborazione con Cristina Costanzo, lavorò a un progetto tra memoria (legata al terremoto del 1968) e arte, con la produzione di una cassetta in legno, simile a quella utilizzata dagli archeologici, dove ha messo insieme – idealmente – storia di Entella e Gibellina nuova.

«Invitare Iole Carollo a Gibellina risponde alla vocazione precisa di questa edizione di “Plenaria”: fare del presente un luogo di fermento, non di nostalgia. Gibellina sa cosa significa perdere, reinventare. È il contesto ideale per un progetto sulla memoria degli oggetti, su ciò che si conserva e ciò che si perde. Con “Storia a vista” metteremo al centro gli abitanti: non come pubblico, ma come produttori di archivio. Ogni oggetto portato al Belìce/EpiCentro della memoria viva sarà un frammento di storia individuale che, fotografato, piegato e descritto da occhi altrui, diventa patrimonio condiviso», spiega Giuseppe Maiorana, coordinatore delle attività educative del progetto "Gibellina Capitale".

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