È stata inaugurata ieri sera, nella Chiesa di San Calogero di Sambuca di Sicilia, la mostra permanente “(In)quietudine tetrasensoriale di nodi”di Sylvie Clavel, artista francese tra le più conosciute nel panorama della Fiber Art.
La nuova esposizione, organizzata e promossa dal Comune di Sambuca di Sicilia, con il patrocinio di Gibellina 2026 - Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea e del Museo Diocesano di Agrigento, riunisce otto sculture realizzate attraverso l’annodatura di fili: nodi su nodi che generano strutture e ritmi, diventando al tempo stesso nucleo generativo della forma e principio costruttivo dell’opera.
La mostra, curata da Emilia Valenza, rappresenta un nuovo capitolo della ricerca artistica di Clavel, da sempre incentrata sul filo come elemento capace di raccontare connessioni, intrecci e relazioni tra collettività, culture e percorsi individuali. Nella sua ricerca l’esistenza stessa diventa una trama di fili che continuamente si intrecciano, si annodano e si sciolgono.
La Chiesa di San Calogero diventa così il nuovo spazio espositivo dedicato alle opere di Sylvie Clavel. L’inaugurazione è stata preceduta dalla cerimonia al Teatro Comunale L’Idea, situato proprio di fronte alla chiesa. Dopo i saluti istituzionali della sindaca Giovanna Casà e del vicesindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo, sono intervenuti l’architetto Francesco Lipari, progettista e direttore dei lavori, e don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia Arcivescovile di Agrigento. Il catalogo delle opere è stato affidato alla professoressa Emilia Valenza, autrice di un saggio critico e curatrice della mostra.
Gli interventi sono stati accompagnati dalle esecuzioni musicali di Nereo Luigi Dani alla viola da gamba e coordinati dalla giornalista Margherita Gigliotta. Alla cerimonia era presente anche Andrea Terrana, che ha curato le musiche dell’installazione sonora realizzata per la mostra. A concludere l'incontro è stata la stessa Sylvie Clavel, che ha ripercorso il proprio rapporto con l’arte, con la Sicilia e con Sambuca.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il particolare legame tra l’artista e la comunità sambucese. Sylvie Clavel arrivò a Sambuca negli anni Ottanta, diventando una delle prime nuove cittadine di origini straniere a scegliere il borgo come luogo di vita e di lavoro. Un percorso di integrazione e di appartenenza iniziato molti anni prima della grande attenzione internazionale suscitata dal progetto delle Case a 1 euro, che negli anni successivi avrebbe portato a Sambuca centinaia di persone e famiglie provenienti dall’estero, interessate ad acquistare e recuperare abitazioni nel centro storico.
Un’esperienza che oggi si inserisce nel percorso compiuto da Sambuca dopo la conquista, nel 2016, del titolo di “Borgo dei Borghi”, di cui quest’anno ricorrono i dieci anni. Quel riconoscimento ha contribuito ad accendere i riflettori sul borgo, rafforzandone la conoscenza in Italia e all’estero e favorendo l’arrivo di nuovi visitatori, residenti e investitori. Il progetto delle Case a 1 euro è diventato una delle iniziative più note di questo percorso, contribuendo al recupero del patrimonio edilizio e alla nascita di una comunità sempre più internazionale.
Un processo di apertura e contaminazione culturale che, come è stato sottolineato durante l’inaugurazione, Sylvie Clavel aveva in qualche modo anticipato, scegliendo Sambuca molti anni prima che il borgo diventasse una destinazione conosciuta in tutto il mondo.
«Qui negli anni si è costruita bellezza e la stessa è diventata volano di sviluppo e opportunità che vogliamo continuare a sostenere e far crescere - ha sottolineato la sindaca Giovanna Casà presentando la mostra -. La nuova sede che ospita le sculture è la dimostrazione dell’impegno della nostra amministrazione verso tutto ciò che arricchisce Sambuca».
Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Cacioppo, ha evidenziato come «il nuovo percorso espositivo sia la testimonianza di quanto il progetto “Sambuca”, con la presenza dell’artista francese, sia occasione di confronto e crescita interculturale. Scambio e possibilità per una comunità sempre più senza frontiere».
La mostra “(In)quietudine tetrasensoriale di nodi” è visitabile nella Chiesa di San Calogero, in Corso Umberto 1, a Sambuca di Sicilia, dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30.
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