Segesta Teatro Festival, debutta “Traces of Rupture” del collettivo libanese Zoukak

Lo spettacolo intreccia le storie di Beirut e Gibellina in un viaggio tra memoria, resilienza e rinascita

Redazione Prima Pagina Belice
Redazione Prima Pagina Belice
05 Agosto 2026 12:23
Segesta Teatro Festival, debutta “Traces of Rupture” del collettivo libanese Zoukak

Le storie di Beirut e Gibellina, città segnate dalla distruzione e capaci di trasformare le proprie ferite in occasioni di rinascita, si incontrano nel nuovo progetto di Zoukak Collective, collettivo libanese tra le più significative realtà della scena teatrale contemporanea internazionale. Nell’ambito del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, il gruppo teatrale fondato in Libano nel 2006 e presente nei più prestigiosi teatri e festival internazionali -come Festival International des Arts de Bordeaux (Bordeaux), Santiago a Mil (Santiago), La MaMa Theatre (New York) e lo Spoleto Festival USA (Charleston), solo per citarne alcuni- giovedì 20 agosto alle 19.30 al Segesta Teatro Festival presenta in prima assoluta Traces of Rupture; uno spettacolo sviluppato durante una residenza artistica a Gibellina e ispirato alla storia stratificata della città e alle esperienze vissute dai suoi abitanti.

Seguendo la pratica artistica di Zoukak, tra arte, impegno politico e educazione, e profondamente radicata nel coinvolgimento delle comunità per amplificarne le voci, Traces of Rupture nasce da un incontro immersivo con il territorio: il suo silenzio e la sua resilienza, le sue memorie di distruzione e ricostruzione, dove frammenti storici e testimonianze personali si intrecciano con testi poetici per formare un arazzo di storie in attesa di essere raccontate. Il processo di creazione si sviluppa come un’indagine aperta, plasmata dalla specificità del luogo e delle persone.

Attraverso una performance ideata collettivamente, la presenza fisica, la ricerca condivisa e diverse forme di lavoro artistico locale, il progetto esplora come la storia abiti i corpi, gli spazi e le relazioni. Il teatro diventa uno spazio di resistenza e di ri-immaginazione: un atto politico e poetico che mette in discussione le narrazioni dominanti, tracciando al contempo connessioni storiche e affettive attraverso il Mediterraneo.

Basti pensare alla stessa storia del collettivo, che sin dalla sua fondazione ha attraversato, guerre, crisi economiche e devastazioni, come quella che nel 2020 hanno colpito il suo storico teatro, rimasto gravemente danneggiata dai bombardamenti del porto di Beirut, venendo poi ricostruito e riaperto nel 2022, segnando un momento significativo di resilienza e rinnovamento.

Zoukak, fondato nel 2006, è un collettivo teatrale con sede in Libano dedicato al teatro come strumento di riflessione, creatività e impegno sociale. Negli ultimi due decenni, Zoukak ha sviluppato pratiche e metodologie distintive radicate nella creazione teatrale collettiva, esplorando processi innovativi che mettono in discussione le gerarchie tradizionali della creazione artistica. Le performance di Zoukak prendono forma attraverso la ricerca, l’improvvisazione e la sperimentazione drammaturgica, confrontandosi con temi quali il potere, la memoria e la marginalizzazione.

Il loro lavoro è stato presentato a livello internazionale in spazi e festival tra cui la New York Public Library (New York), il Royal Court Theatre (Londra), la Biennale Arcipelago Mediterraneo (Palermo), il Festival International des Arts de Bordeaux (Bordeaux), Santiago a Mil (Santiago), La MaMa Theatre (New York) e lo Spoleto Festival USA (Charleston), tra gli altri e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali prestigiosi. Parallelamente, Zoukak sostiene attivamente lo sviluppo artistico locale attraverso residenze, programmi di formazione e il festival Zoukak Sidewalks.

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